Come ogni anno, si rinnova il tradizionale Festival di Sanremo, ma anche quest’anno, notiamo che stranamente, non vi sono mai cantanti disabili. Cosa strana ci sembra in quanto non credo che tra tanti disabili che vi sono in tutta la penisola non ci sia mai stata domanda di richiesta da parte di una persona disabile a tale evento.
Forse, è meglio evitare di far intervenire queste persone ad un evento pubblico e mondano, in quanto potrebbero mettere in soggezione, la giuria e la platea e forse gli stessi telespettatori votanti.
Meglio glissare su questa cosa, meglio evitare per non creare precedenti futuri che potrebbero dare lo spunto ad una nuova fase nella disabilità.
Dobbiamo capire, questo è un evento a livello mondiale e quindi dobbiamo, far vedere il più bello della nostra Italia, e non certamente altro. Quindi l’ordine tassativo è bloccare sul nascere certe idee, d’altronde vi è una buona eliminatoria.
Per loro restano le “paraolimpiadi”, o le presenze nel pomeridiano nelle trasmissioni che obbligatoriamente devono raccontare il fatto, e riuscire a strappare le lacrime alle persone che il primo pomeriggio non riposano, ma sempre con molta attenzione, evitare di metterli al centro di trasmissione che fanno audience……
L’organizzatore Adriano Aragozzini sul tema che noi poniamo farà bella figura nel mondo della disabilità ?
I disabili ringraziano.
http://www.ilmid.it
martedì 16 febbraio 2010
mercoledì 10 febbraio 2010
AIUTATECI A MORIRE LO STATO GIA’ LO FA….
Alla nostra sede, giungono ogni giorno sia tramite lettera, che tramite mail, e di riflesso ai nostri coordinatori, lettere di protesta e di accusa contro lo stato che rimane indifferente verso i disabili.
Per riepilogarle, andiamo dagli importi delle pensioni minime di 456 euro, agli assegni sociali di 256 euro, per non parlare dell’indennità di accompagno di 480 euro.
Nei problemi della sanità poi spaziamo dalle lunghe attese, di mesi e mesi per qualsiasi esame, che improvvisamente si riesce a fare se fatto in intramoenia, cioè privatamente nella stessa struttura, all’assistenza che se non coperta dal volontariato, essa sarebbe quasi inesistente.
Ci giungono articoli dalle varie parti d’Italia dove si denunciano i vari tagli che ogni comune fa verso lo stato sociale, dove cittadini aventi diritto sino all’anno prima di certi servizi, l’anno dopo se li vedono tolti di punto in bianco.
Non parliamo delle proteste di disabili, che cercano lavoro e credono e vanno negli uffici di collocamento, per il collocamento “mirato”, pura utopia, in quanto, molte aziende preferiscono pagare una multa che assumere un disabile, o prima chiedono una qualifica, poi al momento di dover assumere un disabile, stranamente cambiano le competenze, o sono lavori impraticabili per un disabile.
Vecchi trucchi che continuano ad andare avanti, per evitare di assumere o tergiversare ma allo stesso tempo essere in regola con la legge.
Non possiamo dimenticarci quello che poi viene con eclatanti filmati dei servizi, autobus con pedane rotte, scivoli per disabili inesistenti o non a norma, anche in uffici pubblici, città invivibili per un disabile.
Ogni giorno sui giornali leggiamo fatti di persone disabili, che compiono gesta inconsulte, perche psicolabili, ma giustamente avendo chiuso le strutture “manicomi” che erano lager, non si è provveduto in alcun modo a sostituirle con delle strutture consone, e quindi il problema è ricaduto sulle famiglie.
Nei casi più fortunati, dietro pagamento di rette più o meno alte, queste persone si sono ritrovate in “istituti” ma anche in questo caso ed è di pochi giorni fa, che molti di essi sparivano nel nulla, e adesso si teme che abbiano fatto una brutta fine, in quanto se non avendo parenti, anche la retta non compensava la scomodità di tali esseri umani.
Nei casi meno fortunati, i familiari si sono ritrovati con persone psicolabili e a combattere giornalmente una lotta impari, per mancanza sia di competenza sia di strutture nelle proprie abitazioni, con ovviamente disgrazie annunciate.
Persone anziane, abbandonate a loro stesse, rientrano nelle categorie dei disabili, in quanto arrivati ad una certa età, viene meno la forza e la lucidità, e sole molte volte sono morte in silenzio, dimenticate da tutti e senza un minimo conforto.
Tante belle leggi, si sono scritte e sono state fatte e ampliate, ma al dunque al concreto nulla e cambiato da anni, forse è questa la verità ma i signori che legiferano, dopo aver fatto la legge si sentono con la coscienza tranquilla, però non affrontano le problematiche vere sul campo.
http://www.ilmid.it
Per riepilogarle, andiamo dagli importi delle pensioni minime di 456 euro, agli assegni sociali di 256 euro, per non parlare dell’indennità di accompagno di 480 euro.
Nei problemi della sanità poi spaziamo dalle lunghe attese, di mesi e mesi per qualsiasi esame, che improvvisamente si riesce a fare se fatto in intramoenia, cioè privatamente nella stessa struttura, all’assistenza che se non coperta dal volontariato, essa sarebbe quasi inesistente.
Ci giungono articoli dalle varie parti d’Italia dove si denunciano i vari tagli che ogni comune fa verso lo stato sociale, dove cittadini aventi diritto sino all’anno prima di certi servizi, l’anno dopo se li vedono tolti di punto in bianco.
Non parliamo delle proteste di disabili, che cercano lavoro e credono e vanno negli uffici di collocamento, per il collocamento “mirato”, pura utopia, in quanto, molte aziende preferiscono pagare una multa che assumere un disabile, o prima chiedono una qualifica, poi al momento di dover assumere un disabile, stranamente cambiano le competenze, o sono lavori impraticabili per un disabile.
Vecchi trucchi che continuano ad andare avanti, per evitare di assumere o tergiversare ma allo stesso tempo essere in regola con la legge.
Non possiamo dimenticarci quello che poi viene con eclatanti filmati dei servizi, autobus con pedane rotte, scivoli per disabili inesistenti o non a norma, anche in uffici pubblici, città invivibili per un disabile.
Ogni giorno sui giornali leggiamo fatti di persone disabili, che compiono gesta inconsulte, perche psicolabili, ma giustamente avendo chiuso le strutture “manicomi” che erano lager, non si è provveduto in alcun modo a sostituirle con delle strutture consone, e quindi il problema è ricaduto sulle famiglie.
Nei casi più fortunati, dietro pagamento di rette più o meno alte, queste persone si sono ritrovate in “istituti” ma anche in questo caso ed è di pochi giorni fa, che molti di essi sparivano nel nulla, e adesso si teme che abbiano fatto una brutta fine, in quanto se non avendo parenti, anche la retta non compensava la scomodità di tali esseri umani.
Nei casi meno fortunati, i familiari si sono ritrovati con persone psicolabili e a combattere giornalmente una lotta impari, per mancanza sia di competenza sia di strutture nelle proprie abitazioni, con ovviamente disgrazie annunciate.
Persone anziane, abbandonate a loro stesse, rientrano nelle categorie dei disabili, in quanto arrivati ad una certa età, viene meno la forza e la lucidità, e sole molte volte sono morte in silenzio, dimenticate da tutti e senza un minimo conforto.
Tante belle leggi, si sono scritte e sono state fatte e ampliate, ma al dunque al concreto nulla e cambiato da anni, forse è questa la verità ma i signori che legiferano, dopo aver fatto la legge si sentono con la coscienza tranquilla, però non affrontano le problematiche vere sul campo.
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lunedì 25 gennaio 2010
AL MINISTRO BRUNETTA RISPONDIAMO
SPEGNERE subito l'incendio,il ministro BRUNETTA non pensa alle 254 € di pensione dei DISABILI
onte: http://www.repubblica.it/economia/2010/01/25/n...
SPEGNERE subito l'incendio, prima che diventi argomento da campagna elettorale. Isolare "l'incendiario" queste uscite.Brunetta, prima che scoppi una nuova lite nel governo. Ecco dunque il timbro dell'ufficialità di Palazzo Chigi: una nota per dire che l'idea del ministro della Funzione Pubblica - dare 500 euro al mese ai giovani, togliendo soldi alle pensioni d'anzianità - "con il governo non c'entra niente, non è mai stata discussa collegialmente, è una sua iniziativa personale". Un comunicato preteso da Giulio Tremonti e condiviso questa volta anche da Silvio Berlusconi, attento a non aprire un pericoloso fronte polemico in campagna elettorale. "A due mesi dalle elezioni - è il ragionamento del Cavaliere - non ci possiamo permettere di giocare sulle pensioni".
Ma è sempre la rivalità tra i due economisti Tremonti e Brunetta (anzi, il ministro della Funzione Pubblica nega al collega il titolo di "economista":) a spiegare il nuovo caso scoppiato nel governo. Una competizione mai sopita, anche se dall'entourage di Brunetta assicuravano ieri che tra i due "adesso il clima è assolutamente tranquillo".
Il fatto che è il titolare del Tesoro sarebbe pure passato sopra l'ennesima provocazione del ministro-candidato sindaco di Venezia. Se non fosse che il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone - che con Brunetta condivide l'impostazione liberista - ha pubblicamente avallato l'iniziativa del "più ai figli meno ai padri", dandole in qualche modo il crisma del partito. A questo punto Tremonti non poteva restare a guardare. Prima si è rivolto a Berlusconi: "Basta invasioni di campo, su queste materie decido io. E comunque abbiamo persino un comitato dentro il Pdl per discutere, senza contare che Brunetta potrebbe parlarne prima in Consiglio dei ministri. Silvio, ci devi pensare tu". Ma la smentita di Palazzo Chigi tardava ad arrivare. Così, ammaestrato dall'esperienza (altre volte infatti Berlusconi si è servito di Brunetta come testa d'ariete per bypassare i rigori tremontiani), il ministro dell'Economia decide di fare da solo.
Prende quindi il telefono e affronta direttamente a brutto muso il rivale. Perché su una "materia esplosiva" come le pensioni "un membro del governo non può fare battute improvvisate". Del resto proprio il giorno prima Tremonti, parlando ad Arezzo alla convention del Pdl, aveva rivendicato a sé il merito di non aver fatto "macelleria sociale", sacrificando "le pensioni e la sanità" all'abbassamento delle tasse.
Una vexata quaestio, quella della riduzione fiscale, che vede Tremonti contrapposto allo stesso Berlusconi, ma con un alleato fondamentale: Umberto Bossi. Non a caso anche il Senatùr avrebbe accolto ieri con fastidio l'uscita di Brunetta, ricordando che "le pensioni d'anzianità riguardano soprattutto gli operai del Nord e nessuno le deve toccare". Nel silenzio generale della maggioranza sulla proposta Brunetta, spiccava quindi la sonora bocciatura del Carroccio: "E' una sparata domenicale". Il vicepresidente della commissione Bilancio del Senato, il leghista Massimo Garavaglia, è stato incaricato dall'alto di stroncare un'iniziativa che "ha poco senso". E questo perché "le pensioni di anzianità, soprattutto quelle del settore privato della generazione passata, sono frutto di 40 anni di sudato lavoro. Una volta si iniziava a lavorare a 14 anni e quindi sarebbe ingiusto toccare questi diritti acquisiti".
Insomma Tremonti, spalleggiato dalla Lega (e persino da Berlusconi, per una volta) ha preteso una doppia smentita. Quella di Palazzo Chigi e quella del diretto interessato. Arrivata infatti a stretto giro con una nota del portavoce brunettiano, Vittorio Pezzuto, in cui si precisavano i due punti che stanno più a cuore a Tremonti. Primo: "Qualsiasi intervento va realizzato senza aggravare in alcun modo il deficit di bilancio della spesa corrente". Secondo: "Di questa ipotesi il ministro Brunetta ne parlerà con i competenti membri del governo, a partire dai ministri Tremonti, Sacconi, Meloni e Gelmini". A partire da Tremonti, appunto.
Commento: ci vogliamo rendere conto in che mani siamo, stiamo parlando di un Ministro della Repubblica Italiana e non di una persona qualunque che dice queste cose.
Abbiamo ed io parlo per la nostra categoria, dei disabili, persone che hanno un'assegno mensile di 254 euro, e non riescono a vivere e devono fare la fila alla "Caritas", abbiamo pensioni minime da fame, 450 euro, e il tomo si permette di dire queste stupidaggini.....
E' un'offesa a popolo italiano, pensare che un giovane esca di casa perchè riceve 500 euro, e al concreto a cosa gli servirebbero?
Si potrebbe permettere di pagare un mutuo? Si potrebbe permettere di pagare Luce, telefono, gas, condominio ecc.
In un momento così delicato uscire con queste fesserie, è paranoicamente assurdo, io invece di parlare di cose concrete, si fanno sciocche polemiche.
Certo, a queste persone, la crisi non è di casa e quindi non hanno pensieri seri ma possono permettersi
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SPEGNERE subito l'incendio, prima che diventi argomento da campagna elettorale. Isolare "l'incendiario" queste uscite.Brunetta, prima che scoppi una nuova lite nel governo. Ecco dunque il timbro dell'ufficialità di Palazzo Chigi: una nota per dire che l'idea del ministro della Funzione Pubblica - dare 500 euro al mese ai giovani, togliendo soldi alle pensioni d'anzianità - "con il governo non c'entra niente, non è mai stata discussa collegialmente, è una sua iniziativa personale". Un comunicato preteso da Giulio Tremonti e condiviso questa volta anche da Silvio Berlusconi, attento a non aprire un pericoloso fronte polemico in campagna elettorale. "A due mesi dalle elezioni - è il ragionamento del Cavaliere - non ci possiamo permettere di giocare sulle pensioni".
Ma è sempre la rivalità tra i due economisti Tremonti e Brunetta (anzi, il ministro della Funzione Pubblica nega al collega il titolo di "economista":) a spiegare il nuovo caso scoppiato nel governo. Una competizione mai sopita, anche se dall'entourage di Brunetta assicuravano ieri che tra i due "adesso il clima è assolutamente tranquillo".
Il fatto che è il titolare del Tesoro sarebbe pure passato sopra l'ennesima provocazione del ministro-candidato sindaco di Venezia. Se non fosse che il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone - che con Brunetta condivide l'impostazione liberista - ha pubblicamente avallato l'iniziativa del "più ai figli meno ai padri", dandole in qualche modo il crisma del partito. A questo punto Tremonti non poteva restare a guardare. Prima si è rivolto a Berlusconi: "Basta invasioni di campo, su queste materie decido io. E comunque abbiamo persino un comitato dentro il Pdl per discutere, senza contare che Brunetta potrebbe parlarne prima in Consiglio dei ministri. Silvio, ci devi pensare tu". Ma la smentita di Palazzo Chigi tardava ad arrivare. Così, ammaestrato dall'esperienza (altre volte infatti Berlusconi si è servito di Brunetta come testa d'ariete per bypassare i rigori tremontiani), il ministro dell'Economia decide di fare da solo.
Prende quindi il telefono e affronta direttamente a brutto muso il rivale. Perché su una "materia esplosiva" come le pensioni "un membro del governo non può fare battute improvvisate". Del resto proprio il giorno prima Tremonti, parlando ad Arezzo alla convention del Pdl, aveva rivendicato a sé il merito di non aver fatto "macelleria sociale", sacrificando "le pensioni e la sanità" all'abbassamento delle tasse.
Una vexata quaestio, quella della riduzione fiscale, che vede Tremonti contrapposto allo stesso Berlusconi, ma con un alleato fondamentale: Umberto Bossi. Non a caso anche il Senatùr avrebbe accolto ieri con fastidio l'uscita di Brunetta, ricordando che "le pensioni d'anzianità riguardano soprattutto gli operai del Nord e nessuno le deve toccare". Nel silenzio generale della maggioranza sulla proposta Brunetta, spiccava quindi la sonora bocciatura del Carroccio: "E' una sparata domenicale". Il vicepresidente della commissione Bilancio del Senato, il leghista Massimo Garavaglia, è stato incaricato dall'alto di stroncare un'iniziativa che "ha poco senso". E questo perché "le pensioni di anzianità, soprattutto quelle del settore privato della generazione passata, sono frutto di 40 anni di sudato lavoro. Una volta si iniziava a lavorare a 14 anni e quindi sarebbe ingiusto toccare questi diritti acquisiti".
Insomma Tremonti, spalleggiato dalla Lega (e persino da Berlusconi, per una volta) ha preteso una doppia smentita. Quella di Palazzo Chigi e quella del diretto interessato. Arrivata infatti a stretto giro con una nota del portavoce brunettiano, Vittorio Pezzuto, in cui si precisavano i due punti che stanno più a cuore a Tremonti. Primo: "Qualsiasi intervento va realizzato senza aggravare in alcun modo il deficit di bilancio della spesa corrente". Secondo: "Di questa ipotesi il ministro Brunetta ne parlerà con i competenti membri del governo, a partire dai ministri Tremonti, Sacconi, Meloni e Gelmini". A partire da Tremonti, appunto.
Commento: ci vogliamo rendere conto in che mani siamo, stiamo parlando di un Ministro della Repubblica Italiana e non di una persona qualunque che dice queste cose.
Abbiamo ed io parlo per la nostra categoria, dei disabili, persone che hanno un'assegno mensile di 254 euro, e non riescono a vivere e devono fare la fila alla "Caritas", abbiamo pensioni minime da fame, 450 euro, e il tomo si permette di dire queste stupidaggini.....
E' un'offesa a popolo italiano, pensare che un giovane esca di casa perchè riceve 500 euro, e al concreto a cosa gli servirebbero?
Si potrebbe permettere di pagare un mutuo? Si potrebbe permettere di pagare Luce, telefono, gas, condominio ecc.
In un momento così delicato uscire con queste fesserie, è paranoicamente assurdo, io invece di parlare di cose concrete, si fanno sciocche polemiche.
Certo, a queste persone, la crisi non è di casa e quindi non hanno pensieri seri ma possono permettersi
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lunedì 4 gennaio 2010
LETTERA APERTA AL PRESIDENTE SILVIO BERLUSCONI "PENSIONI"
MOVIMENTO ITALIANO DISABILI
Guidonia M. 04/01/2010
Per Conoscenza a tutti i Ministri e On. Deputati, Senatori della Repubblica Italiana
Pregiatissimo Presidente Onorevole Silvio Berlusconi, ci rivolgiamo a Voi in quanto fiduciosi di essere ascoltati nei nostri innumerevoli problemi che ogni giorno, in quanto categorie disabili, affrontiamo.
La prima nostra supplica, è il riformare gli assegni sociali, che sono di importi oggi con la moneta dell’euro divenuti ridicoli, in quanto fermi da molti anni e di importo di 256 euro mese.
Quello, che vogliamo farle notare, è la confusione che si crea tra il sociale e il sociale disabile, dal quale non vi è alcuna differenziazione, tra persone disagiate e persone disagiate ma anche disabili.
Ovviamente chi è disabile è molto più debole, ma viene accomunato alle prime, ma ovviamente ha molte più esigenze della prima categoria.
Con 256 euro e 472 euro di accompagnamento se si usufruisce, capirà bene che un disabile, si trova in condizioni pietose, in quanto sfido il miglior economista a poter far quadrare il bilancio personale.
Quando vi è bisogno di essere accuditi, certamente è particolarmente difficile trovare, una persona disposta a sacrificare il suo tempo per suddetta cifra, e quindi se non si viene aiutati da volontari, associazioni o Caritas, si rischia l’abbandono più totale e quindi l’emarginazione completa.
Questo ovviamente crea una disparità tra il sociale e il disabile non indifferente e chiediamo il suo interessamento verso una più giusta ed equa valutazione della cosa.
Stessa cosa si dica, per le pensioni minime, di euro 458 in quanto molte volte, il disabile è costretto ad entrare per motivi di salute, in pensione anticipatamente e quindi si trova in netto svantaggio verso un pensionato che riceve pensione minima, ma che non è disabile.
Nelle nostre condizioni, anche piccoli lavoretti in casa, sono proibitivi a differenza di persone che con l’allungamento dell’età e con la medicina oggi anche se pur essendo anziani godono di buona salute e possono ancora adoprarsi.
Anche in questo dovrebbe essere fatta una completa revisione della cosa, ma purtroppo anche se molte volte abbiamo denunciato tramite i mezzi di comunicazione queste cose, dagli scranni, nessuno mai si è fatto promotore di riguardare le cose.
Inoltre la si invita a visionare la benedetta legge del prepensionamento per i genitori dei disabili gravi e gravissimi
Anche il Presidente della Repubblica, ultimamente ci ha citati, e di questo noi lo ringraziamo tantissimo, essendo lui baluardo di garantismo, ma dalla vostra aula solo silenzio.
Nel congedarci, speriamo quindi, che con il nuovo anno, possiate finalmente cercare di migliorare la nostra situazione economica, che verte da come abbiamo riportato in cifre, in uno stato pietoso.
Si inviano distinti saluti augurandole un Buon 2010 pieno di successi
Il presidente del Movimento Italiano Disabili
Francesco Ferrara
Sede legale:
Via Favale 15, 00010 Tivoli (RM) - cod. fisc. 94051140583
Sede operativa Nazionale:
Piazzale Carlo Alberto Dalla Chiesa 12, 00012 Guidonia Montecelio (RM) - tel. 0774,343891 Fax.0774,404491- cel.3476546894
http://www.ilmid.it
info@ilmid.it
Guidonia M. 04/01/2010
Per Conoscenza a tutti i Ministri e On. Deputati, Senatori della Repubblica Italiana
Pregiatissimo Presidente Onorevole Silvio Berlusconi, ci rivolgiamo a Voi in quanto fiduciosi di essere ascoltati nei nostri innumerevoli problemi che ogni giorno, in quanto categorie disabili, affrontiamo.
La prima nostra supplica, è il riformare gli assegni sociali, che sono di importi oggi con la moneta dell’euro divenuti ridicoli, in quanto fermi da molti anni e di importo di 256 euro mese.
Quello, che vogliamo farle notare, è la confusione che si crea tra il sociale e il sociale disabile, dal quale non vi è alcuna differenziazione, tra persone disagiate e persone disagiate ma anche disabili.
Ovviamente chi è disabile è molto più debole, ma viene accomunato alle prime, ma ovviamente ha molte più esigenze della prima categoria.
Con 256 euro e 472 euro di accompagnamento se si usufruisce, capirà bene che un disabile, si trova in condizioni pietose, in quanto sfido il miglior economista a poter far quadrare il bilancio personale.
Quando vi è bisogno di essere accuditi, certamente è particolarmente difficile trovare, una persona disposta a sacrificare il suo tempo per suddetta cifra, e quindi se non si viene aiutati da volontari, associazioni o Caritas, si rischia l’abbandono più totale e quindi l’emarginazione completa.
Questo ovviamente crea una disparità tra il sociale e il disabile non indifferente e chiediamo il suo interessamento verso una più giusta ed equa valutazione della cosa.
Stessa cosa si dica, per le pensioni minime, di euro 458 in quanto molte volte, il disabile è costretto ad entrare per motivi di salute, in pensione anticipatamente e quindi si trova in netto svantaggio verso un pensionato che riceve pensione minima, ma che non è disabile.
Nelle nostre condizioni, anche piccoli lavoretti in casa, sono proibitivi a differenza di persone che con l’allungamento dell’età e con la medicina oggi anche se pur essendo anziani godono di buona salute e possono ancora adoprarsi.
Anche in questo dovrebbe essere fatta una completa revisione della cosa, ma purtroppo anche se molte volte abbiamo denunciato tramite i mezzi di comunicazione queste cose, dagli scranni, nessuno mai si è fatto promotore di riguardare le cose.
Inoltre la si invita a visionare la benedetta legge del prepensionamento per i genitori dei disabili gravi e gravissimi
Anche il Presidente della Repubblica, ultimamente ci ha citati, e di questo noi lo ringraziamo tantissimo, essendo lui baluardo di garantismo, ma dalla vostra aula solo silenzio.
Nel congedarci, speriamo quindi, che con il nuovo anno, possiate finalmente cercare di migliorare la nostra situazione economica, che verte da come abbiamo riportato in cifre, in uno stato pietoso.
Si inviano distinti saluti augurandole un Buon 2010 pieno di successi
Il presidente del Movimento Italiano Disabili
Francesco Ferrara
Sede legale:
Via Favale 15, 00010 Tivoli (RM) - cod. fisc. 94051140583
Sede operativa Nazionale:
Piazzale Carlo Alberto Dalla Chiesa 12, 00012 Guidonia Montecelio (RM) - tel. 0774,343891 Fax.0774,404491- cel.3476546894
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Guidonia M. 04/01/2010
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Pregiatissimo Presidente Onorevole Silvio Berlusconi, ci rivolgiamo a Voi in quanto fiduciosi di essere ascoltati nei nostri innumerevoli problemi che ogni giorno, in quanto categorie disabili, affrontiamo.
La prima nostra supplica, è il riformare gli assegni sociali, che sono di importi oggi con la moneta dell’euro divenuti ridicoli, in quanto fermi da molti anni e di importo di 256 euro mese.
Quello, che vogliamo farle notare, è la confusione che si crea tra il sociale e il sociale disabile, dal quale non vi è alcuna differenziazione, tra persone disagiate e persone disagiate ma anche disabili.
Ovviamente chi è disabile è molto più debole, ma viene accomunato alle prime, ma ovviamente ha molte più esigenze della prima categoria.
Con 256 euro e 472 euro di accompagnamento se si usufruisce, capirà bene che un disabile, si trova in condizioni pietose, in quanto sfido il miglior economista a poter far quadrare il bilancio personale.
Quando vi è bisogno di essere accuditi, certamente è particolarmente difficile trovare, una persona disposta a sacrificare il suo tempo per suddetta cifra, e quindi se non si viene aiutati da volontari, associazioni o Caritas, si rischia l’abbandono più totale e quindi l’emarginazione completa.
Questo ovviamente crea una disparità tra il sociale e il disabile non indifferente e chiediamo il suo interessamento verso una più giusta ed equa valutazione della cosa.
Stessa cosa si dica, per le pensioni minime, di euro 458 in quanto molte volte, il disabile è costretto ad entrare per motivi di salute, in pensione anticipatamente e quindi si trova in netto svantaggio verso un pensionato che riceve pensione minima, ma che non è disabile.
Nelle nostre condizioni, anche piccoli lavoretti in casa, sono proibitivi a differenza di persone che con l’allungamento dell’età e con la medicina oggi anche se pur essendo anziani godono di buona salute e possono ancora adoprarsi.
Anche in questo dovrebbe essere fatta una completa revisione della cosa, ma purtroppo anche se molte volte abbiamo denunciato tramite i mezzi di comunicazione queste cose, dagli scranni, nessuno mai si è fatto promotore di riguardare le cose.
Inoltre la si invita a visionare la benedetta legge del prepensionamento per i genitori dei disabili gravi e gravissimi
Anche il Presidente della Repubblica, ultimamente ci ha citati, e di questo noi lo ringraziamo tantissimo, essendo lui baluardo di garantismo, ma dalla vostra aula solo silenzio.
Nel congedarci, speriamo quindi, che con il nuovo anno, possiate finalmente cercare di migliorare la nostra situazione economica, che verte da come abbiamo riportato in cifre, in uno stato pietoso.
Si inviano distinti saluti augurandole un Buon 2010 pieno di successi
Il presidente del Movimento Italiano Disabili
Francesco Ferrara
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Pregiatissimo Presidente Onorevole Silvio Berlusconi, ci rivolgiamo a Voi in quanto fiduciosi di essere ascoltati nei nostri innumerevoli problemi che ogni giorno, in quanto categorie disabili, affrontiamo.
La prima nostra supplica, è il riformare gli assegni sociali, che sono di importi oggi con la moneta dell’euro divenuti ridicoli, in quanto fermi da molti anni e di importo di 256 euro mese.
Quello, che vogliamo farle notare, è la confusione che si crea tra il sociale e il sociale disabile, dal quale non vi è alcuna differenziazione, tra persone disagiate e persone disagiate ma anche disabili.
Ovviamente chi è disabile è molto più debole, ma viene accomunato alle prime, ma ovviamente ha molte più esigenze della prima categoria.
Con 256 euro e 472 euro di accompagnamento se si usufruisce, capirà bene che un disabile, si trova in condizioni pietose, in quanto sfido il miglior economista a poter far quadrare il bilancio personale.
Quando vi è bisogno di essere accuditi, certamente è particolarmente difficile trovare, una persona disposta a sacrificare il suo tempo per suddetta cifra, e quindi se non si viene aiutati da volontari, associazioni o Caritas, si rischia l’abbandono più totale e quindi l’emarginazione completa.
Questo ovviamente crea una disparità tra il sociale e il disabile non indifferente e chiediamo il suo interessamento verso una più giusta ed equa valutazione della cosa.
Stessa cosa si dica, per le pensioni minime, di euro 458 in quanto molte volte, il disabile è costretto ad entrare per motivi di salute, in pensione anticipatamente e quindi si trova in netto svantaggio verso un pensionato che riceve pensione minima, ma che non è disabile.
Nelle nostre condizioni, anche piccoli lavoretti in casa, sono proibitivi a differenza di persone che con l’allungamento dell’età e con la medicina oggi anche se pur essendo anziani godono di buona salute e possono ancora adoprarsi.
Anche in questo dovrebbe essere fatta una completa revisione della cosa, ma purtroppo anche se molte volte abbiamo denunciato tramite i mezzi di comunicazione queste cose, dagli scranni, nessuno mai si è fatto promotore di riguardare le cose.
Inoltre la si invita a visionare la benedetta legge del prepensionamento per i genitori dei disabili gravi e gravissimi
Anche il Presidente della Repubblica, ultimamente ci ha citati, e di questo noi lo ringraziamo tantissimo, essendo lui baluardo di garantismo, ma dalla vostra aula solo silenzio.
Nel congedarci, speriamo quindi, che con il nuovo anno, possiate finalmente cercare di migliorare la nostra situazione economica, che verte da come abbiamo riportato in cifre, in uno stato pietoso.
Si inviano distinti saluti augurandole un Buon 2010 pieno di successi
Il presidente del Movimento Italiano Disabili
Francesco Ferrara
Sede legale:
Via Favale 15, 00010 Tivoli (RM) - cod. fisc. 94051140583
Sede operativa Nazionale:
Piazzale Carlo Alberto Dalla Chiesa 12, 00012 Guidonia Montecelio (RM) - tel. 0774,343891 Fax.0774,404491- cel.3476546894
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martedì 15 dicembre 2009
VILE GESTO DI MASSIMO TARTAGLIA FERENDO L’ON. SILVIO BERLUSCONI
VILE GESTO DI MASSIMO TARTAGLIA FERENDO L’ON. SILVIO BERLUSCONI
Il Mid (Movimento Italiano Disabili) condanna l’accaduto al Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi, ma vuole far riflettere sul problema che da anni viene sottovalutato, circa le condizioni in cui vivono molte persone disabili mentalmente.
Esse sono pericolose sia a se stesse che agli altri, ma purtroppo e in questo specifico caso, hanno fatto scalpore avendo colpito una alta istituzione dello stato, l’azione ignobile di massimo tartaglia forse spinto dall’esasperazione delle sue condizioni di vita.
Ma quante volte, esse sono passate sotto silenzio, o semplicemente in poche righe di articolo di giornale?
Molti casi, sono chiusi nelle mura domestiche, molti di questi drammi sono consumati tra esse, e quelli che si vengono a sapere, sono sempre tinti di rosso.
Questa è purtroppo la cruda realtà dei fatti, in quanto queste persone vivono, emarginate nel loro silenzio, nella loro vergogna familiare, dove le istituzioni preposte per il loro aiuto, non riescono ad aiutare certi casi per mancanza di fondi in quanto ogni anno alla spesa sociale, vengono detratti fondi e quindi, le poche risorse disponibili si assottigliano sempre più.
Lo stato sociale, ed è da anni che lo diciamo noi e anche le associazioni è completamente lasciato a se stesso, e al buon cuore del volontariato ma non basta certamente.
Oggi il fatto avvenuto dovrebbe far riflettere chi ha il potere decisionale, di rivedere la questione in quanto non è ammissibile in uno stato che si definisce democratico che si venga abbandonati a se stessi.
Non parliamo poi della parte riguardante l’spetto economico che giace da parecchi anni con importi ridicoli riguardo le pensioni minime di disabilità, e gli assegni sociali e quelli riguardanti l’accompagnamento.
Ecco come poi nascono queste situazioni sgradevoli e incresciose, che possono anche portare a serie conseguenze, in quanto la scala sociale e il gradino più basso dei disabili. Con questo non vogliamo difendere o prendere posizioni verso questo atto, ma speriamo che l’accaduto faccia riflettere le varie istituzioni verso di noi
http://www.ilmid.it
info@ilmid.it .
Il Mid (Movimento Italiano Disabili) condanna l’accaduto al Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi, ma vuole far riflettere sul problema che da anni viene sottovalutato, circa le condizioni in cui vivono molte persone disabili mentalmente.
Esse sono pericolose sia a se stesse che agli altri, ma purtroppo e in questo specifico caso, hanno fatto scalpore avendo colpito una alta istituzione dello stato, l’azione ignobile di massimo tartaglia forse spinto dall’esasperazione delle sue condizioni di vita.
Ma quante volte, esse sono passate sotto silenzio, o semplicemente in poche righe di articolo di giornale?
Molti casi, sono chiusi nelle mura domestiche, molti di questi drammi sono consumati tra esse, e quelli che si vengono a sapere, sono sempre tinti di rosso.
Questa è purtroppo la cruda realtà dei fatti, in quanto queste persone vivono, emarginate nel loro silenzio, nella loro vergogna familiare, dove le istituzioni preposte per il loro aiuto, non riescono ad aiutare certi casi per mancanza di fondi in quanto ogni anno alla spesa sociale, vengono detratti fondi e quindi, le poche risorse disponibili si assottigliano sempre più.
Lo stato sociale, ed è da anni che lo diciamo noi e anche le associazioni è completamente lasciato a se stesso, e al buon cuore del volontariato ma non basta certamente.
Oggi il fatto avvenuto dovrebbe far riflettere chi ha il potere decisionale, di rivedere la questione in quanto non è ammissibile in uno stato che si definisce democratico che si venga abbandonati a se stessi.
Non parliamo poi della parte riguardante l’spetto economico che giace da parecchi anni con importi ridicoli riguardo le pensioni minime di disabilità, e gli assegni sociali e quelli riguardanti l’accompagnamento.
Ecco come poi nascono queste situazioni sgradevoli e incresciose, che possono anche portare a serie conseguenze, in quanto la scala sociale e il gradino più basso dei disabili. Con questo non vogliamo difendere o prendere posizioni verso questo atto, ma speriamo che l’accaduto faccia riflettere le varie istituzioni verso di noi
http://www.ilmid.it
info@ilmid.it .
venerdì 11 dicembre 2009
PENSIONI DI INVALIDITà CIVILE DA FAME
Sono anni che gli assegni di invalidità sono fermi, anni che le pensioni minime, sono ferme, l’ANMIC, ha anche fatto una raccolta firme ma non è andata a buon fine, forse perché ad ogni finanziaria che fa il governo l’ANMIC prende un milione di euro ?
Nessuno che si preoccupa, del vero e più basso gradino dello stato sociale, che sono i disabili, in quanto loro, non hanno certamente la forza di potersi far sentire per scendere in piazza per ovvi motivi di salute.
Le persone purtroppo non comprendono che il sociale nasce proprio da questo più basso e umile gradino, per poi salire nella scala del sociale.
Il governo ha giocato la carta della social card, un bluff spaventoso dando numeri veramente da capogiro, ma poi a beneficiarne ne sono stati forse un 250 mila, e dopo varie peripezie.
Così facendo, si è scrollato di dosso il problema, e il sociale il disabile, è stato inglobato nella stupenda parola welfare e quindi, siamo scomparsi. Ovviamente i nostri problemi passano in secondo piano, vengono visti come marginali, non pensando che invece un disabile, ha dietro di lui, una famigli, o un figlio disabile dei genitori e quindi che anche loro vengono coinvolti nella sua disabilità.
Il disabile, non deve essere visto fine a se stesso, ma visto in un contesto ovviamente molto più ampio, chi è intorno a lui anche se con amore, fa sacrifici si priva di una certa sua vita personale, e questo dovrebbe essere riconosciuto in primo piano dalla politica del sociale.
Invece lungi dal pensare a questo, queste persone, queste famiglie diventano fantasmi nella società odierna e vittime di un sistema che dice di essere democratico e civile, vantando a livello politico di avere interesse per essi.
Ecco dove nasce il MID, e dove cerca, anche se a fatica di far emergere queste disparità sociali e portare in evidenza le varie problematiche che affliggono sia il disabile, sia chi gli è intorno.
Il MID, sono un pugno di uomini, che credono da anni nelle loro idee, e cercano semplicemente di portarle avanti. Quindi esso è sempre alla ricerca di persone che volontariamente lo affianchino, per pubblicizzare il simbolo e le idee, anche se nel tempo di gente ne è entrata e ne è uscita in quanto, con idee bellissime, ma non inerenti al nostro ideale.
Chiunque vuole, può partecipare con il MID, e accrescerlo, noi siamo ben lieti di poterlo accogliere tra noi.
presidenza@ilmid.it
Nessuno che si preoccupa, del vero e più basso gradino dello stato sociale, che sono i disabili, in quanto loro, non hanno certamente la forza di potersi far sentire per scendere in piazza per ovvi motivi di salute.
Le persone purtroppo non comprendono che il sociale nasce proprio da questo più basso e umile gradino, per poi salire nella scala del sociale.
Il governo ha giocato la carta della social card, un bluff spaventoso dando numeri veramente da capogiro, ma poi a beneficiarne ne sono stati forse un 250 mila, e dopo varie peripezie.
Così facendo, si è scrollato di dosso il problema, e il sociale il disabile, è stato inglobato nella stupenda parola welfare e quindi, siamo scomparsi. Ovviamente i nostri problemi passano in secondo piano, vengono visti come marginali, non pensando che invece un disabile, ha dietro di lui, una famigli, o un figlio disabile dei genitori e quindi che anche loro vengono coinvolti nella sua disabilità.
Il disabile, non deve essere visto fine a se stesso, ma visto in un contesto ovviamente molto più ampio, chi è intorno a lui anche se con amore, fa sacrifici si priva di una certa sua vita personale, e questo dovrebbe essere riconosciuto in primo piano dalla politica del sociale.
Invece lungi dal pensare a questo, queste persone, queste famiglie diventano fantasmi nella società odierna e vittime di un sistema che dice di essere democratico e civile, vantando a livello politico di avere interesse per essi.
Ecco dove nasce il MID, e dove cerca, anche se a fatica di far emergere queste disparità sociali e portare in evidenza le varie problematiche che affliggono sia il disabile, sia chi gli è intorno.
Il MID, sono un pugno di uomini, che credono da anni nelle loro idee, e cercano semplicemente di portarle avanti. Quindi esso è sempre alla ricerca di persone che volontariamente lo affianchino, per pubblicizzare il simbolo e le idee, anche se nel tempo di gente ne è entrata e ne è uscita in quanto, con idee bellissime, ma non inerenti al nostro ideale.
Chiunque vuole, può partecipare con il MID, e accrescerlo, noi siamo ben lieti di poterlo accogliere tra noi.
presidenza@ilmid.it
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