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venerdì 19 marzo 2010

ANCHE I BAMBINI DISABILI PAGANO IL TICKET NEL LAZIO E NON SOLO…

MID COMUNICATO STAMPA N.2 IL 26 MARZO ORE 10.00 RIMANIFESTIAMO ALLA REGIONE LAZIO CONTRO IL DECRETO ELIO GUZZANTI APPUNTAMENTO IN VIA Rosa Raimondi Garibaldi 7 (ROMA) (CRISTOFORO COLOMBO) SI PREGA DI COMUNICARE LA PARTECIPAZIONE AL 0774343891

La riabilitazione sarà a pagamento, anche per i disabili gravi minorenni. Si tratta della decisione presa dal commissario per l’emergenza sanità nel Lazio Elio Guzzanti, con il Decreto n.95 del 29-12-2009, che ha reso noto che da primo aprile i trattamenti riabilitativi di mantenimento saranno pagati con il ticket. L’esenzione per i minori era stata prevista, ma la decisione di modificarlo sembra irremovibile: anche i minori pagano.

A poco sono valse le proteste del vicepresidente della Regione Esterino Montino, che chiede di far slittare l’entrata in vigore del provvedimento a giugno, per attendere il nuovo governo della regione.
La richiesta è fatta per far in modo che sia il presidente a prendersi la responsabilità di un provvedimento assolutamente inaccettabile, visto che la quota di compartecipazione richiesta è pari al 30% della tariffa complessiva.
Se si viene ricoverati in una struttura riabilitativa il ticket da versare è di 35,64 euro per la riabilitazione “che richiede impegno elevato”, di 29,44 euro per quella “di impegno medio”. Il ticket scende per gli interventi in regime semiresidenziale, ma si tratta sempre di cure indispensabili e non certo opzionali, che molto spesso vanno ripetute più volte nel corso dell'anno, nei casi più gravi devono essere costanti per poter dare buoni frutti.

A questo proposito vogliamo dare spazio al Movimento Difesa del Cittadino e al Movimento Italiano Disabili, che hanno davvero molto da dire.


Il Movimento Difesa del Cittadino ha annunciato il ricorso al TAR Lazio contro il decreto del commissario Guzzanti e il presidente Antonio Longo ci ha spiegato che “Il Movimento Difesa del Cittadino ha deciso di ricorrere al Tar Lazio contro questo provvedimento che è già di per sé inaccettabile, perché colpisce tutte le persone disabili, andando di fatto a ledere il loro diritto alla salute, quando invece dovrebbero essere garantite cure gratuite. Ma è ancora più vergognoso il fatto che, per risanare i conti della sanità del Lazio, si debbano colpire pesantemente le categorie più deboli, ossia le famiglie con figli portatori di handicap, che ogni giorno si trovano ad affrontare mille difficoltà e che già stanno subendo i tagli per gli insegnanti di sostegno. Con questo provvedimento ingiusto, viene eluso il dovere dello Stato di occuparsi dei soggetti che vivono nelle condizioni più svantaggiate".


Il Presidente del Movimento Italiano Disabili, Fancesco Ferrara, si dichiara indignato di questo provvedimento. “E’ assurdo che venga prescritta una terapia riabilitativa e poi venga negata. Vi invito tutti a prendere parte alla manifestazione che abbiamo organizzato per il 22 marzo presso la Regione Lazio, in via Rosa Raimondi Garibaldi n° 7 alle ore 10,00. Questo sarà il secondo tentativo che faremo, ma se non saremo ascoltati vi assicuro che continueremo a farci sentire, e saremo drastici.”
Il coordinatore nazionale Gianfranco Malato aggiunge “Noi ci opponiamo fermamente in quanto, come ormai di prassi, quando vi è da fare tagli sulla salute si vanno a colpire sempre e solo le fasce più deboli.
Si vada a tagliare altrove dove gli sperperi della regione Lazio hanno bruciato milioni di euro inutilmente, vedesi ultimamente gli impianti a Tor Vergata, lavori mai finiti, che non hanno reso nessuna utilità in quanto avrebbero dovuto produrre benefici disattesi.
Quindi il Mid sarà il 22 Marzo presente davanti alla Regione Lazio per dar voce di protesta di questo.”
http://www.ilmid.it

mercoledì 10 febbraio 2010

AIUTATECI A MORIRE LO STATO GIA’ LO FA….

Alla nostra sede, giungono ogni giorno sia tramite lettera, che tramite mail, e di riflesso ai nostri coordinatori, lettere di protesta e di accusa contro lo stato che rimane indifferente verso i disabili.
Per riepilogarle, andiamo dagli importi delle pensioni minime di 456 euro, agli assegni sociali di 256 euro, per non parlare dell’indennità di accompagno di 480 euro.
Nei problemi della sanità poi spaziamo dalle lunghe attese, di mesi e mesi per qualsiasi esame, che improvvisamente si riesce a fare se fatto in intramoenia, cioè privatamente nella stessa struttura, all’assistenza che se non coperta dal volontariato, essa sarebbe quasi inesistente.
Ci giungono articoli dalle varie parti d’Italia dove si denunciano i vari tagli che ogni comune fa verso lo stato sociale, dove cittadini aventi diritto sino all’anno prima di certi servizi, l’anno dopo se li vedono tolti di punto in bianco.
Non parliamo delle proteste di disabili, che cercano lavoro e credono e vanno negli uffici di collocamento, per il collocamento “mirato”, pura utopia, in quanto, molte aziende preferiscono pagare una multa che assumere un disabile, o prima chiedono una qualifica, poi al momento di dover assumere un disabile, stranamente cambiano le competenze, o sono lavori impraticabili per un disabile.
Vecchi trucchi che continuano ad andare avanti, per evitare di assumere o tergiversare ma allo stesso tempo essere in regola con la legge.
Non possiamo dimenticarci quello che poi viene con eclatanti filmati dei servizi, autobus con pedane rotte, scivoli per disabili inesistenti o non a norma, anche in uffici pubblici, città invivibili per un disabile.
Ogni giorno sui giornali leggiamo fatti di persone disabili, che compiono gesta inconsulte, perche psicolabili, ma giustamente avendo chiuso le strutture “manicomi” che erano lager, non si è provveduto in alcun modo a sostituirle con delle strutture consone, e quindi il problema è ricaduto sulle famiglie.
Nei casi più fortunati, dietro pagamento di rette più o meno alte, queste persone si sono ritrovate in “istituti” ma anche in questo caso ed è di pochi giorni fa, che molti di essi sparivano nel nulla, e adesso si teme che abbiano fatto una brutta fine, in quanto se non avendo parenti, anche la retta non compensava la scomodità di tali esseri umani.
Nei casi meno fortunati, i familiari si sono ritrovati con persone psicolabili e a combattere giornalmente una lotta impari, per mancanza sia di competenza sia di strutture nelle proprie abitazioni, con ovviamente disgrazie annunciate.
Persone anziane, abbandonate a loro stesse, rientrano nelle categorie dei disabili, in quanto arrivati ad una certa età, viene meno la forza e la lucidità, e sole molte volte sono morte in silenzio, dimenticate da tutti e senza un minimo conforto.
Tante belle leggi, si sono scritte e sono state fatte e ampliate, ma al dunque al concreto nulla e cambiato da anni, forse è questa la verità ma i signori che legiferano, dopo aver fatto la legge si sentono con la coscienza tranquilla, però non affrontano le problematiche vere sul campo.
http://www.ilmid.it